Prima di ogni pianta che mettiamo a dimora, prima ancora di disegnare un'aiuola, c'è un lavoro che non si vede: quello sul terreno. È la fase meno fotografabile di un cantiere, ma è anche quella che decide se un giardino durerà cinque anni o venti. Un buon drenaggio e una pacciamatura fatta bene valgono più di qualsiasi pianta pregiata messa in un terreno che non la sostiene.

Perché il drenaggio viene prima di tutto

Molte delle sofferenze che vediamo nei giardini — radici marce, prati ingialliti, piante che non attecchiscono — nascono da un problema di ristagno idrico più che di scarsa cura. Un terreno argilloso e compatto trattiene l'acqua troppo a lungo, soffocando le radici; un terreno troppo sabbioso, al contrario, la lascia scorrere via prima che le piante possano assorbirla.

Per questo, in fase di costruzione, la prima cosa che valutiamo è la struttura del suolo: la sua composizione, la pendenza naturale dello spazio e i punti in cui l'acqua tende ad accumularsi dopo la pioggia. Solo dopo questa analisi decidiamo se intervenire con drenaggi superficiali, tubazioni interrate o semplicemente con un ammendamento del terreno esistente.

Le tecniche che usiamo più spesso

  • Drenaggio a strati: uno strato di ghiaia o pietrisco sotto lo strato coltivabile, utile nei punti bassi del giardino dove l'acqua si accumula naturalmente.
  • Canaline e pozzetti: per raccogliere e allontanare l'acqua da terrazzi e aree pavimentate, evitando che finisca contro le fondazioni o le aiuole.
  • Ammendamento organico: l'aggiunta di sostanza organica migliora la struttura sia dei terreni argillosi sia di quelli sabbiosi, rendendoli più equilibrati.
"Un giardino nasce dal basso: dalla qualità del terreno dipende la salute di tutto quello che ci cresce sopra."

Il ruolo della pacciamatura

Una volta sistemato il terreno e messe a dimora le piante, la pacciamatura è il passaggio che protegge questo lavoro nel tempo. Uno strato di corteccia, paglia o materiale organico steso sulla superficie del terreno riduce l'evaporazione dell'acqua, mantiene una temperatura più stabile alle radici e limita fortemente la crescita delle infestanti, riducendo di conseguenza il tempo dedicato al diserbo manuale.

Non è solo una questione pratica: una pacciamatura ben fatta, uniforme e curata nei bordi, dà anche un aspetto più ordinato e compiuto alle aiuole, soprattutto nei mesi in cui le piante sono in riposo vegetativo.

Mani al lavoro nella messa a dimora di una pianta

In cantiere

Un lavoro che si vede dopo, non durante

I risultati di un buon lavoro sul terreno si vedono a distanza di mesi, quando le piante mostrano una crescita regolare e il prato non presenta zone secche o incolori. È un investimento iniziale che ripaga per tutta la vita del giardino.

Quando intervenire

Il momento ideale per lavorare sul drenaggio è prima della messa a dimora, in fase di costruzione o ristrutturazione del giardino: intervenire dopo, quando le piante sono già cresciute, è possibile ma più complesso. La pacciamatura, invece, va rinnovata periodicamente, in genere una o due volte l'anno, per mantenere lo spessore protettivo e l'effetto estetico.

Se il tuo giardino presenta zone che restano fradice dopo la pioggia o, al contrario, si seccano più in fretta del resto, è probabilmente il momento di guardare cosa succede sotto la superficie, prima di pensare a nuove piante.

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